Liberalizzare le professioni conviene. Le barriere alzano i prezzi per i consumatori, ma le prove che migliorino i servizi sono poche. Dove le barriere sono state tagliate, i prezzi sono scesi senza perdere qualità. Ne parliamo nella newsletter.
Lorenzo Ruffino
@lorenzoruffino.it
Dati, politica, economia. Ho una newsletter: http://lorenzoruffino.it Scrivo su @focusamerica.it Per contattarmi: info@lorenzoruffino.com
Se spendiamo poco per sanità, istruzione e famiglie, dove finiscono i soldi pubblici? Il 40% della spesa è assorbita da pensioni e interessi, sensibilmente di più della media europea. Il problema italiano non è di spesa totale, ma di composizione. Ne parliamo nella newsletter.
Cosa leggere quest’estate per capire perché l’Italia non cresce. Con Elia Bidut abbiamo consigliato dei libri e degli articoli per capire da dove nasce la crescita economica.
L'Italia è uno dei paesi più sicuri d'Europa: in trent'anni gli omicidi sono passati da quasi 2 mila a poco più di 300 e i reati sono lontani dal picco del 2007. Ma gli italiani sono convinti del contrario: colpa di media e politica. Ne parliamo nella newsletter.
La produttività dipende anche dalle competenze di chi lavora: le tecnologie rendono dove le persone sanno usarle. In Italia quasi un adulto su due sa risolvere solo problemi semplici, che restano uguali mentre li affronta. Quinta puntata di #CrescitaZero.
La sanità è in cima alle preoccupazioni degli italiani e i dati spiegano perché: i medici di famiglia invecchiano e gli infermieri scarseggiano, mentre la spesa pubblica reale è ferma da anni. Ne parliamo nella newsletter.
Il sistema pensionistico italiano, così com'è, non è sostenibile. È la prima voce di spesa pubblica, comprime tutto il resto e grava sempre di più sul lavoro. E quasi nessuno, in fondo, si è pagato la propria pensione: a pagarla è chi lavora oggi. Ne parliamo nella newsletter.
Giugno è stato il quarto più caldo in Italia almeno dal 1961: +4,8 gradi rispetto alle medie 1961-1990 e +3,3 sul 1991-2020. Tre dei quattro giugno più caldi di sempre sono arrivati negli ultimi cinque anni. Ne parliamo nella newsletter.
L’Italia è il secondo paese europeo per numero di imprese attive. Ma la dimensione media è un terzo di quella tedesca. Le aziende italiane sono troppo piccole per innovare, investire, pagare salari competitivi. Ne parliamo nella newseltter.
Ho costruito un sistema che ogni giorno legge i quotidiani e conta le citazioni dei politici. L'attenzione mediatica è concentrata su Meloni, ma negli ultimi mesi c'è l'ascesa di Vannacci che è diventato il secondo politico più citato. Ne parliamo nella newsletter.
Il patrimonio della famiglia italiana tipica vale 176 mila euro. È fatto principalmente della casa ed è in calo rispetto al passato. A crescere è stato solo quello del dieci per cento più ricco, mentre la classe medio-alta ha avuto il calo più forte. Ne parliamo nella newsletter
L'intelligenza artificiale smonterà alcuni lavori e ne rimonterà altri. Il libro "Messy Jobs" ribalta la narrazione di chi vende l'AI: l'impatto sarà positivo, ma difficile per chi entra nel mercato del lavoro. Ne parliamo nella newsletter.
Gli stipendi crescono solo dove c'è crescita. È per questo che l'Italia è l'unico paese con i salari reali più bassi che in passato: salari fermi e produttività ferma si tengono in piedi a vicenda, in un circolo vizioso. Ne parliamo nella newsletter.
Una buona notizia è che in Italia a parità di temperature estreme oggi si registrano meno decessi rispetto al passato. Le strategie di prevenzione e adattamento funzionano e salvano vite.
Le temperature di questi giorni a Torino, dove ieri siamo arrivati a 35,8 gradi. La temperatura media della giornata ha superato perfino la massima media degli ultimi vent'anni. Siamo tra i 5 e i 7 gradi sopra la media del 2005-25.
In Italia il lavoro da casa è quasi sparito ed è molto meno diffuso che nel resto d'Europa. Dopo il picco della pandemia i lavoratori italiani sono tornati in ufficio. Il lavoro da remoto rimane in pochi settori, tra cui l'informatica. Ne parliamo nella newsletter.
Si parla di patrimoniale, ma il problema in Italia è un altro: il sistema fiscale è completamente sbagliato. Tassa tanto il lavoro e poco le rendite disincentivando la creazione di valore, l'opposto di quello che si dovrebbe fare. Ne ho scritto nella newsletter.
Gli studenti italiani fanno più ore di scuola della media OCSE, ma l'estate dura 13 settimane. Tre mesi in cui si dimentica parte di ciò che si è imparato. Basterebbe redistribuire qualche settimana di vacanza nel resto dell'anno. E il caldo non è una valida scusa.
Pensiamo alla ricchezza come a una torta da dividere. Ma la torta può crescere. Se non cresce, pensioni, debito e fiducia nelle istituzioni si incrinano. La democrazia si regge sulla crescita economica. Terza puntata di CrescitaZero.
L'industria italiana produce meno beni che 25 anni fa, ha perso mezzo milione di lavoratori, ma le imprese sopravvisute sono a maggiore valore aggiunto. Esporta ancora molto, ma ha smesso di crescere. Il problema sono micro-imprese e produttività ferma.
Ottant'anni fa l'Italia scelse la Repubblica. La si racconta divisa in due, Nord contro Sud. Ma la mappa mostra un Paese più frastagliato. Cuneo, Asti, Bergamo e Padova scelsero la Monarchia; Viterbo, Latina, Teramo, Pescara e Trapani la Repubblica.
Ottant'anni fa l'Italia scelse la Repubblica. La si racconta divisa in due, Nord contro Sud. Ma la mappa mostra un Paese più frastagliato. Cuneo, Asti, Bergamo e Padova scelsero la Monarchia; Viterbo, Latina, Teramo, Pescara e Trapani la Repubblica.
Il salario minimo non risolve i problemi salariali italiani. È vero che gli stipendi sono bassi, ma i dati Inps mostrano che la povertà lavorativa è dovuta alle poche ore lavorate e non allo stipendio orario. Confondere il sintomo con la causa porta a soluzioni sbagliate.
Le previsioni apocalittiche sull'intelligenza artificiale che ci ruberà il lavoro arrivano sempre da chi vende l'AI. E si basano tutte sullo stesso errore: confondere una mansione con un mestiere.
L'Italia ha il tasso di occupazione più basso dell'Unione Europea nel 2025 con il 67,6%, contro una media del 76,1%. Subito sopra l'Italia ci sono Romania (69%) e Grecia (71%). Tra i tre grandi paesi, Germania 81,1%, Francia 75,5%, Spagna 72,4%. Più in alto Malta con l'83,6%.
Negli ultimi 10 anni l'occupazione nel privato è aumentata, ma il salario reale è sceso di 1.800 euro l'anno. Abbiamo creato lavoro, ma nei settori sbagliati: turismo, ristorazione, servizi a bassa produttività. La manifattura è ferma e la finanza in calo.
Costruire centrali nucleari in Italia ha senso e ci renderebbe più indipendenti. Ma partire da zero è molto più complicato di come lo raccontano i suoi sostenitori. Anche iniziando oggi servirebbero realisticamente dieci o quindici anni per avere la prima centrale.
Rispetto al 2001, i dipendenti hanno un reddito dichiarato minore del 9% (aggiustato per l'inflazione), mentre i pensionati in crescita del 37%. Nel 2001, il reddito da pensione era il 61% di quello da dipendente e ora è il 92%.
Nuovi dati sulle dichiarazioni dei redditi: nel 2024 il reddito medio sale a 24.890 euro lordi, +3,1% reale sull'anno prima. Ma il 61% degli italiani dichiara meno di 26 mila euro e solo il 6,6% supera i 55 mila. In 23 anni i redditi dichiarati reali sono cresciuti solo del 6,8%.
In Italia si usa l'intelligenza artificiale molto meno che nel resto d'Europa. Tra i 25-35enni la usa il 31%, contro il 56% in Francia. Tre su quattro di chi non la usa dice di non averne bisogno, una sottovalutazione figlia di un contesto che non spinge a usarla.