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Post fata resurgo

Architetto e designer, Jacques Adnet è stato direttore dell'École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi dal 1959 al 1970. Protagonista dell'Art Nouveau e Déco, le sue opere hanno linee funzionali ed essenziali che esaltano il lusso di metallo, pelle e vetro usati per la costruzione.

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Post a tempo. La mattina di seccatura si contrasta con una playlist. GdA - L'Amour Toujours Blur - Song 2 Nirvana - Come as You Are Liquido - Narcotic HdS - Entre dos Tierras Kiss - I Was Made Gotye - Somebody That I Used (MB' EV) Knack - My Sharona [segue] Airpods, volume a palla e ciao ciao.

Appartiene agli arredi mobili del #Cabanon, il capanno costruito da Le Corbusier in Costa Azzurra, lo sgabello LC14, disegnato nel 1952 partendo da una scatola di whisky ritrovata sugli scogli. Minimalista e precursore dei mobili multifunzione contemporanei, dal 2010 è rieditato da #Cassina.

LC14, sgabello disegnato nel 1952 da Le Corbusier. Dal 2010 è rieditato da Cassina con la collaborazione della Fondation Le Corbusier.

L'opera di Aldo Rossi riunita per la prima volta in un unico volume. Circa 70 prodotti di design (industriale e artigianale) corredati da disegni, studi e testi scritti da Rossi. Sono presenti anche i prototipi e altri documenti relativi alle tante collaborazioni avviate nel corso della carriera.

Aldo Rossi. Design 1960 - 1997, a cura di Chiara Spargaro. Silvana Editoriale, 2022

Tre piramidi alte 40 metri allineate lungo il fiume Saint Laurent, realizzate in occasione dell’Esposizione Universale di Montréal nel 1967. Progettato da Moshe Safdie, Habitat 67 piace o si odia. Per la sua costruzione sono state impiegate 354 scatole prefabbricate di cemento armato precompresso.

Un giardino per tutti. Questo il pensiero guida di Moshe Safdie nell'immaginare Habitat 67 (che doveva essere molto più ampio, ma il governo canadese finanziò soltanto una parte dell'opera). Evoluzione della sua tesi di laurea in architettura, durante un'intervista Safdie ha rivelato di aver usato i mattoncini Lego per ispirarsi alla progettazione del complesso.
Credit photo: courtesy Berkshire Hathaway Home Services La regola del tre. Per la costruzione di Habitat 67 sono state impiegate gigantesche gru necessarie a sollevare e posizionare le 354 scatole di cemento prefabbricate. Ognuna delle tre unità è formata da una serie di membrane romboidali che poggiano su sostegni a forma piramidale all'interno dei quali sono ospitati gli ascensori e le scale antincendio. Ogni tre piani, una via pedonale funge da corridoio esterno.
Credit photo: aireadsTutti i 158 appartamenti di Habitat 67 sono provvisti di una terrazza panoramica. Per le sue caratteristiche, il complesso - nato con sovvenzioni statali ma oggi interamente proprietà privata - è tra le soluzioni abitative più ricercate di Montreal. Nella foto, il dettaglio di un appartamento ristrutturato di recente dallo studio canadese EMarchitecture.
Credit photo: courtesy EMarchitectureVeduta del complesso Habitat 67 dal porto di Montreal. Il progetto - nato dalla tesi di laurea di Safdie e successivamente modificato - aveva il compito di creare comunità vitali riunendo nei vari livelli funzioni residenziali, commerciali e di servizio. Gli appartamenti realizzati sono stati 158, con superfici da 57 m² a 160 m².
Credit photo: Jennifer Bain, courtesy Modern Traveller

Originaria di Vallo di Nera (PG), negli anni '50 la famiglia Toseroni fonda l'omonima azienda di gelati che nel corso della sua breve vita darà vita a prodotti leggendari come Ditone, Nembogel, Piedone e il cono Blob, il cui lancio pubblicitario è affidato al volto di un giovanissimo Fabrizio Frizzi

Pubblicità Toseroni dell'anno 1979 del gelato Blob. Lo spot pubblicitario che andrà in onda due anni più tardi vedrà protagonista un giovanissimo Fabrizio Frizzi.Pubblicità del 1968 della Gelati Toseroni realizzata da Publigedi. Oltre al Pepito e al Blobs, questa gamma di prodotti rivolta ai bambini vedeva in catalogo anche Zio Tom, Nembogel e altri prodotti dalle forme accattivanti.Dei tanti gelati Toseroni dalla forma originale, quello più curioso era probabilmente il Dado, ovvero crema alla vaniglia contenuta dentro a un cubo di plastica che si trasformava in gioco una volta consumato il gelato.

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#DesignTrip oggi fa tappa (immaginaria) in libreria per segnalare alcune novità editoriali in tema di architettura e #design arrivate sugli scaffali nella prima parte di quest'anno. Dieci libri da sfogliare o regalare a chi si accinge a partire per le vacanze e vuole staccare la spina per un po'. 👇

OT.1 - Dieci libri su design e architettura da leggere... dove vuoi.

Questo post è un esperimento: esco dalla sfera dei ricordi e del racconto per segnalarti le uscite in libreria del primo semestre di quest'anno. Se funziona, prima di Natale lo ripetiamo. Promesso ;)

iconicdesign.substack.com

Ispirato a un soffio di vento, Front Page è un portariviste disegnato nel 2010 dallo studio svedese #Front (composto da Sofia Lagerkvist e Anna Lindgren) per #Kartell. Elegante, dalla forma sinuosa che si apre a semicerchio in flessuosi ripiani, è realizzato in policarbonato trasparente o colorato.

Front Page, portariviste disegnato nel 2010 dallo studio svedese Front per Kartell.

Progettista instancabile, Guglielmo Ulrich è stato l'architetto di fiducia di famiglie dell'alta e media borghesia italiana, come i Mondadori o gli Agnelli. Nel 1930, insieme al barone Scaglia e Renato Wild, fonderà Ar.Ca - Arredamento Casa, società per la progettazione di arredi contemporanei.

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Disegnata da Carlo Nason per #Mazzega nel 1970, Medusa è una lampada caratterizzata dalla forma sinuosa dei diffusori in vetro opalino multistrato soffiato a bocca. Nel 2026, #Established&Sons l'ha riportata in produzione nelle varianti da tavolo, parete e a sospensione con sorgente luminosa a Led.

Medusa, lampada progettata nel 1970 da Carlo Nason e prodotta negli anni Settanta da Mazzega. Dal 2026, è rieditata da Established & Sons.

Cinque grandi figure storiche del #design, maestri nel campo dell'architettura e della progettazione, ambasciatori nel mondo dell'arte e della cultura raccontati attraverso il motivo conduttore della laurea honoris causa conferita dal Politecnico di Milano per i loro riconosciuti meriti.

ad honorem - Achille Castiglioni Gillo Dorfles Tomas Maldonado Ettore Sottsass Marco Zanuso. Politecnico di Milano, 2001

Progettata dagli architetti Blasi e Padovano e costruita tra il 1967 e il 1970, la filiale della Banca d'Italia di #Catania è uno dei principali edifici sorti dal risanamento del quartiere di San Berillo. Dal 2023, un murale di oltre 700 metri quadrati di #Capo.Bianco colora il torrino in cemento.

“Banco di vita”, il murale - realizzato dalla Street Artist romana Chiara Capobianco - che dal 2023 colora il torrino del palazzo della Banca d'Italia a Catania. L'opera ha anche una funzione pratica, essendo realizzato con speciali pitture fotocatalitiche (minerali Keim) in grado di ridurre gli inquinanti atmosferici.
Credit photo: courtesy Banca d'ItaliaIl palazzo della Banca d'Italia di Catania è uno dei rari edifici brutalisti del capoluogo etneo. Nei suoi otto piani fuori terra ospita i locali della banca (al piano terreno), uffici e alloggi del custode (dal primo al terzo piano); negli gli ultimi quattro piani, sono presenti appartamenti residenziali tra cui quelli dei funzionari dell'Istituto. Prospetto principale.
Credit photo: courtesy Ministero della Cultura, Censimento delle Architetture Italiane.Il palazzo della Banca d'Italia di Catania ha una forma a C. Interamente realizzato in cemento armato a vista, presenta finiture grezze - in cui i materiali sono volutamente lasciati nudi - e volumi squadrati articolati in setti verticali e orizzontali che scandiscono le facciate in modo ritmico.
Nella foto, sulla sinistra il torrino prima di essere trasformato in murale.
Credi photo: Gregor ZoyzoylaDettaglio della facciata del palazzo della Banca d'Italia di Catania - progettato dagli architetti Blasi e Padovano - grazie al quale è possibile osservare i tre ordini di loggiati in cui il profilo scalettato non viene turbato dalle differenze tra prospetto principale e secondari.
Credit photo: courtesy Banca d'Italia

Nata nel 1952 per iniziativa di Gino Zanetti, Eldorado diventerà rapidamente un marchio di successo nel settore dei gelati da passeggio. Per farlo, punterà la sua attenzione verso il mondo dei bambini, proponendo colori vivaci, testimonial come Topo Gigio e, soprattutto, i disegni di Jacovitti.

Cocco Bill, cowboy immaginario nato dalla matita dell'illustratore Benito Jacovitti per promuovere i gelati Eldorado.Pubblicità del 1969 del gelato-biscotto Camillino, diventato Cucciolone dopo l'acquisizione di Eldorado da parte di Algida nel 1998.Pubblicità Eldorado del 1980, quando alla linea Gelosuccosi - Dalek, Lemonissimo e Magic Cola - si aggiungerà il gusto Fiordifragola, ancora oggi in produzione. La firma è sempre quella di Jacovitti.

Una ricca antologica dedicata ad Alessandro Mendini. In mostra 130 opere che ripercorrono, dagli anni #Radical fino alle teorie postmoderne, le tappe della carriera di uno dei più geniali interpreti del design e dell’architettura del Novecento. A #Verbania, fino al 27 settembre.

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Nel 1970, Luciano Campanini disegna per #Cama il tavolo ad altezza regolabile Elica, capace di trasformarsi da coffee table in tavolo da pranzo grazie al meccanismo nascosto nella sfera dove convergono i tre elementi a forma di elica che hanno la funzione di fornire appoggio al piano in vetro.

Elica, tavolo ad altezza variabile disegnato nel 1970 da Luciano Campanini per Cama.

Dopo aver progettato mobili per la catena francese Bon Marché, nel 1954 Joseph-André Motte fonda la sua agenzia disegnando sedie, tavoli, lampade, mobili per ufficio e radiatori per riscaldamento. Con Paul Andreu è autore dei sedili a conchiglia usati dal 1974 al 1984 nella metropolitana di Parigi.

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Disegnata nel 1956 da Osvaldo Borsani per #Tecno, esempio d'innovazione, P40 è una poltrona caratterizzata dal sistema reclinabile regolabile con i poggiapiedi estraibile e i braccioli ribaltabili. Per i suoi 70 anni, #Spotti l'ha rieditata in serie limitata e numerata rivestita in tessuto #Dedar.

P40, poltrona reclinabile progettata nel 1956 da Osvaldo Borsani. Nel 2026, Spotti l'ha rieditata in serie limitata e numerata rivestita con tessuto Dedar.

Che cos'hanno in comune la Boule di VilleroyBoch, un asciugacapelli di Siemens e la bilancia di Terraillon? Sono alcuni degli oltre mille oggetti raccolti dal collezionista Jean Bernard Hebey e riuniti in questo bel volume che pone sotto un'altra luce i prodotti di serie che usiamo quotidianamente.

Estetica Domestica - Le arti della casa 1920-1970, a cura di Jean Bernard Hebey. 5 Continents Editions, 2002.

Per la costruzione di Casa Picassiette a #Chartres ci sono voluti quasi 25 anni e circa 15 tonnellate di ceramiche, frammenti di stoviglie e vetro multicolore che ricoprono ogni superficie, giardino compreso; è conosciuta anche come la "Casa dai mille pezzi". Dal 1983 è diventata monumento storico.

Costruita tra il 1938 e il 1962 da Raymond Isidore, ex operaio di una fonderia diventato spazzino del cimitero, Casa Picassiette è interamente ricoperta da tonnellate di ceramiche, frammenti di stoviglie e vetro multicolore che oltre a ricoprire pareti, pavimenti, soffitti e arredi decorano interamente il giardino. Anche se non è confermato, la parola "picassiette" potrebbe essere derivata da quelle "pique" (rubare) e "assiette" (piatto).
Credit photo: courtesy Office de Tourisme de Chartres.

Altri dettagli di Casa Picassiette li trovi sulla mia newsletter a questo indirizzo: https://iconicdesign.substack.com/p/6-ludus-est-nobisIl giardino e il cortile di Casa Picassiette ospitano una cappella (pure questa interamente rivestite di ceramiche, frammenti di stoviglie e vetro multicolore) e una tomba sulla quale sono raffigurate Madonne e vasi di fiori. Questa parte della casa è stata eseguita frettolosamente a causa delle condizioni di salute in cui versava Isidore.
Credit photo: Mark Luscombe-Whyte, courtesy World of Interiors.

Altri dettagli di Casa Picassiette li trovi sulla mia newsletter a questo indirizzo: https://iconicdesign.substack.com/p/6-ludus-est-nobisParticolare del cortile di Casa Picassiette. Sulle pareti sono raffigurate scene pastorali e religiose, un autoritratto di Isidore intento a lavorare nel cimitero e una donna - probabilmente la moglie, Adrienne Dousset - che dà da mangiare alle sue galline.
Credit photo: Faina Prager.

Altri dettagli di Casa Picassiette li trovi sulla mia newsletter a questo indirizzo: https://iconicdesign.substack.com/p/6-ludus-est-nobisIl soggiorno di Casa Picassiette. L'abitazione è composta da poche stanze: una cucina e una sala da pranzo, un piccolo soggiorno e una camera da letto. Tra gli ospiti illustri che hanno visitato questa suggestiva costruzione c'è stato anche Pablo Picasso, fotografato insieme a Isidore da Robert Doisneau.
Credit photo: Studio Martino

Altri dettagli di Casa Picassiette li trovi sulla mia newsletter a questo indirizzo: https://iconicdesign.substack.com/p/6-ludus-est-nobis

È il 1908 quando, in una vivacissima #Milano reduce dal successo dell’Esposizione Universale, Luigi Bonomelli inaugura la sua farmacia erboristica. Dopo aver prodotto per anni bitter e vermouth, nel 1967 introdurrà sul mercato Kambusa, l'amaro che resterà "l'amaricante" nella memoria di generazioni.

Una pubblicità dei primi anni in cui l'amaro Kambusa viene presentato sul mercato. La parola "amaricante" è già presente nella comunicazione del prodotto al pubblico.Con il cambio di Agenzia, nel 1973 entra in gioco "Vivi Kambusa" in sostituzione di "Non più lacrime di coccodrillo" ma la parola "amaricante" resta centrale nella comunicazione del prodotto al pubblico.La parola "amaricante" è centrale nella comunicazione del prodotto della Bonomelli anche nel 1976.

Disegnata da Vico Magistretti nel 1977, Nuvola Rossa è una libreria pieghevole che si distingue per le diagonali di controventatura che diventano soggetti portanti ed elemento di sostegno per i sei ripiani, permettendo così di eliminare i fianchi. Icona del #design italiano, è prodotta da #Cassina.

Nuvola Rossa, libreria disegnata nel 1977 da Vico Magistretti per Cassina.

Figura di spicco nell'architettura contemporanea latinoamericana, i lavori di Felipe Assadi si distinguono per la capacità di fondere estetica minimalista e soluzioni strutturali innovative. L'uso abbondante di vetro e cemento rende l'architettura dei suoi edifici una sfida alle leggi della gravità.

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Disegnato da Joseph-André Motte nel 1967, Hexa 67 è un tavolino dalle forme geometriche. Dal 2026 è rieditato (in acciaio inox o in legno) da #LaChance in collaborazione con Mobilier National. che ha fornito il prototipo originale realizzato all'interno di Arc, Atelier de Recherche et de Création.

Hexa 67, tavolino progettato nel 1967 da Joseph-André Motte. Dal 2026, è rieditato da La Chance Paris.